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Ogni tanto qualcuno dice di averlo smascherato. È successo ancora di recente: giornalisti e ricercatori hanno rispolverato una vecchia teoria che punta il dito su Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973.

Questa volta non si tratta solo di chiacchiere. Qualche tempo fa, alcuni studiosi della Queen Mary University di Londra hanno deciso di provare un approccio un po’ insolito: hanno mappato tutti i luoghi dove sono apparsi i murales di Banksy e li hanno sovrapposti con i movimenti e gli indirizzi di Gunningham. Un metodo che di solito usano per seguire le tracce dei criminali. E le coincidenze, effettivamente, saltano all’occhio.

Ma è la prova definitiva? No, non lo è. E forse non arriverà mai.

Alla fine, il punto con Banksy non è scoprire chi si nasconda davvero dietro il nome. Il mistero è parte integrante del suo fascino.

La sua storia parte dalla scena underground di Bristol negli anni Novanta. Graffiti, musica, cultura urbana. All’inizio è uno dei tanti. Poi scopre lo stencil, che gli cambia la vita: sagome già pronte, sprechi poco tempo, in pochi secondi hai finito — e sei di nuovo nell’ombra prima che qualcuno ti fermi.

Nasce così uno stile che tutti ormai riconoscono: immagini semplici, spesso ironiche, dietro le quali si legge sempre un messaggio. Poliziotti che si baciano, bambini con indosso giubbotti antiproiettile, ratti che invadono la città.

Poi accade qualcosa che nessuno si aspettava. L’artista che lavora di notte sui muri diventa un pezzo grosso nel mercato dell’arte.

E lui? Continua a prendersi gioco di tutto il sistema.

L’episodio che più di tutti è rimasto nella memoria è quello del 2018, durante un’asta da Sotheby’s. Mettono in vendita Girl with Balloon. Supera il milione di sterline e, appena cala il martelletto, succede l’assurdo: la tela si muove e si autodistrugge, tagliata a striscioline da un tritadocumenti nascosto nella cornice.

Davanti ai collezionisti sgomenti, metà quadro si fa a brandelli. Ironia della sorte, l’opera diventa ancora più famosa. Le danno pure un nuovo nome: Love is in the Bin.

Ecco, Banksy è tutto qui: uno che prende in giro chiunque, anche quel mercato che l’ha fatto diventare una superstar.

Forse è proprio questo il suo segreto. In un’epoca in cui tutti vogliono essere visti, lui si è creato una leggenda facendo esattamente il contrario.

Lascia un segno sul muro, poi sparisce.