Wired Italia chiude. Per chi ha una certa memoria digitale, la notizia pesa più di quanto sembri. Non stiamo solo perdendo una testata: se ne va un vero simbolo di un’epoca in cui il futuro arrivava piano, su carta patinata, profumava d’inchiostro fresco. Condé Nast ha detto basta: Wired in Italia, nata nel 2009, non esiste più. Motivo ufficiale? Economico. Il marchio da noi non è mai cresciuto davvero, non fa abbastanza soldi in questa forma. Sembra quasi uno scarico di responsabilità già visto: “Ci state simpatici, ma Excel non è d’accordo”. Per capire cosa significa davvero… […] leggi tutto
C’è un’idea di cambiamento che piace molto: quella che “punta” sempre fuori. Cambiare le leggi, cambiare chi governa, cambiare l’allenatore, cambiare le aziende, cambiare gli altri. È una forma di attivismo rassicurante, perché non chiede quasi nulla a chi la sostiene. Chiede adesione, non trasformazione. Carmelo Bene, invece, nel lontanissimo 1968, ribalta il tavolo con una frase che suona scomoda già al primo ascolto: il massimo impegno civile è l’auto-contestazione. Non migliorarsi, non evolversi, non “lavorare su di sé” nel senso più addomesticato del termine. Contestarsi. Mettersi in discussione come si farebbe con un sistema che non funziona… […] leggi tutto
Ci sono aziende che producono oggetti, e poi ci sono quelle che ti fanno vedere quegli oggetti con occhi completamente diversi. Apple, cinquant’anni alle spalle oggi, fa chiaramente parte del secondo gruppo. Qui non si parla solo di tecnologia. Si parla di linguaggio, cultura, quasi una specie di modo di pensare. Apple non ha mai “solo” venduto computer, telefoni o musica. Ha sempre venduto una nuova maniera di stare al mondo. Quel “Think Different” non era un semplice payoff, era quasi una dichiarazione di chi volevi essere. Nel 1976, quando Apple nasce in quel minuscolo garage in… […] leggi tutto
In questi giorni sta girando un’analisi di Artist Economy che ha acceso una discussione animata tra chi si occupa di musica. In mezzo c’è Jimmy Iovine, uno che di questo mondo conosce tutto da prima che lo streaming fosse anche solo un’idea. Lui non si nasconde: il modello attuale dei servizi di streaming musicale è destinato a non durare, e secondo lui potrebbe finire anche prima di quanto pensiamo. Il problema non è che piattaforme come Spotify o Apple Music non funzionino, anzi. Sono efficienti come poche: oggi la musica è ovunque, sempre, a costi bassissimi. E… […] leggi tutto
Negli ultimi giorni sta circolando un libro dal titolo che, diciamolo, non lascia molto spazio all’immaginazione: “Amanti digitali, pippe reali”. L’idea è raccontare come l’intimità stia cambiando nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Non tanto dal punto di vista tecnico — quello ormai lo conosciamo — ma da quello che interessa davvero: le abitudini delle persone. Il punto di partenza è semplice, ma anche un po’ inquietante: sempre più persone stanno intrattenendo relazioni con entità digitali. Chatbot con cui parlare per ore, avatar con cui flirtare, app che simulano relazioni sentimentali complete fatte di messaggi, confidenze notturne e conversazioni che,… […] leggi tutto
Ogni tanto qualcuno dice di averlo smascherato. È successo ancora di recente: giornalisti e ricercatori hanno rispolverato una vecchia teoria che punta il dito su Robin Gunningham, nato a Bristol nel 1973. Questa volta non si tratta solo di chiacchiere. Qualche tempo fa, alcuni studiosi della Queen Mary University di Londra hanno deciso di provare un approccio un po’ insolito: hanno mappato tutti i luoghi dove sono apparsi i murales di Banksy e li hanno sovrapposti con i movimenti e gli indirizzi di Gunningham. Un metodo che di solito usano per seguire le tracce dei criminali. E… […] leggi tutto
Tutto è partito da un’inutile polemica. Una di quelle che, qualche anno fa, sarebbe durata quanto una risata e poi via, dimenticata nel giro di una sera. Succede al recente Festival di Sanremo: Carlo Conti dice in diretta alla moglie di non indossare dei jeans corti e bucherellati simili a quelli di una ballerina presente sul palco dell’Ariston. Una battuta da divano, la classica frase da marito (sessantenne) che scherza. Ma la ballerina non l’ha presa bene e nei giorni successivi sono arrivate accuse di sessismo e maschilismo. Da lì è partita la solita dinamica che ormai conosciamo a memoria: indignazione… […] leggi tutto
Britney Spears ha aperto un nuovo capitolo della sua storia con una notizia che, diciamolo, non ha sorpreso nessuno: arrestata per guida in stato di ebbrezza. Non è certo il primo inciampo della sua vita pubblica, e non sarà l’ultimo. E ogni volta che succede qualcosa del genere, la stessa domanda ritorna: come fa una delle pop star più grandi della sua generazione a trasformarsi così, nel giro di pochi anni, in una storia fatta di cadute continue? Negli ultimi anni Novanta, Britney Spears era il classico esempio della trappola della fama vissuta da troppo giovane. “…Baby… […] leggi tutto
Fino a pochi giorni fa, solo chi seguiva da vicino il mondo dell’intelligenza artificiale conosceva il nome di Dario Amodei. Poi, all’improvviso, è finito sulle prime pagine. Tutto perché la sua azienda ha detto no: niente sblocco delle funzionalità avanzate di Claude per il governo degli Stati Uniti, che voleva usarle in ambito militare. A parte le polemiche, di cui è già stato ampiamente scritto, questa storia ha acceso i riflettori su un percorso imprenditoriale importante, quello dei fratelli Amodei. Dario e Daniela non arrivano dalla classica scena delle startup. Partono dalla ricerca. Dario ha studiato fisica,… […] leggi tutto
Negli Stati Uniti, per la prima volta, i podcast hanno battuto la radio parlata per ascolti. Non di tanto, ma abbastanza da segnare un cambio di passo. Un punto percentuale che dice molto sulle nostre nuove abitudini. Edison Research, citata da Primaonline, dice che oggi il 40% del tempo dedicato all’audio parlato va ai podcast. La radio si ferma al 39%. Sì, il sorpasso è minimo — ma il significato è enorme. Dieci anni fa era tutta un’altra storia. Nel 2015 la radio dominava: 75% degli ascolti, mentre i podcast erano appena al 10%. Da lì la… […] leggi tutto