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Da fare (i)Nvidia

C’erano una volta tre ingegneri in un diner californiano. Nessuna presentazione in PowerPoint, niente investitori in abiti su misura: solo un’idea, una tovaglietta di carta e una manciata di sogni. Da quel tavolo, nel 1993, nacque Nvidia. E oggi, nel 2025, quella startup con il nome che sembrava un refuso è diventata la compagnia più invidiata (e valutata) del pianeta, con una capitalizzazione che ha sfondato i 4 trilioni (leggi:milioni di miliardi) di dollari, superando perfino Apple e Microsoft. Sì, quella Nvidia che faceva le schede video per far girare meglio Quake.

Al timone da sempre c’è Jensen Huang, il CEO con il look da supereroe Marvel in borghese: sempre in giacca di pelle, che sia sul palco di una conferenza o in visita a Taiwan, dove viene accolto come una rockstar tra selfie e guardie del corpo. Uno che firma autografi non solo sui libri, ma – si racconta – anche su qualche petto nudo. Huang non è un semplice dirigente: è un personaggio da film, uno che racconta di temere più il frigo vuoto che la concorrenza, e che ha trasformato un’azienda quasi fallita in una macchina da soldi, innovazione e – ovviamente – invidia.

Nvidia oggi non è più (solo) schede grafiche: è il cuore silenzioso dell’intelligenza artificiale. I suoi chip fanno funzionare tutto: dai chatbot come ChatGPT, ai data center di Google, passando per auto a guida autonoma, robot da fabbrica e simulatori meteo. Tutto ciò che ha bisogno di pensare veloce, lo fa grazie a una GPU Nvidia. Ma a colpire non sono solo le performance tecniche: è il modo in cui Nvidia ha anticipato tutti. Già nel 2006, mentre il mondo giocava a Call of Duty, Huang lanciava CUDA, un linguaggio per usare le GPU in modo più intelligente. Oggi, chi vuole fare AI seriamente… parte da lì. O resta indietro.

Certo, non è tutto oro quello che brilla in verde fosforescente: ci sono tensioni geopolitiche, restrizioni USA verso la Cina, rivali che si avvicinano. Ma per ora Nvidia è avanti, e lo è con stile. Il fatturato è esploso, gli investitori si spellano le mani, e ogni presentazione pubblica di Huang sembra un mix tra un keynote tech e un concerto rock.

Da un tavolo da fast food all’Olimpo della tecnologia, Jensen Huang ha dimostrato che non serve la bacchetta magica per dominare il futuro – basta un flusso canalizzatore chiamato visione, coraggio, e magari una giacca di pelle nera che non ti togli mai. Altro che unicorni: questa è la vera creatura mitologica della Silicon Valley.

E allora sì: oggi, nel mondo della tecnologia, se non sei Nvidia, un po’ invidia ti viene per forza.