Ieri sera è stato pubblicato su YouTube l’episodio 22 di Falsissimo. Titolo: “La resa dei conti”. La puntata è stata successivamente oscurata con un cartello che recita: “Questi contenuti non sono disponibili nel dominio di questo Paese a causa di un’ingiunzione del tribunale”.È rimasta comunque online il tempo necessario per farla circolare su altri canali. I contenuti ricalcano quelli delle puntate precedenti, con un accanimento evidente nei confronti di Signorini. Nessuna reale novità. Poche ore prima, Alfonso Signorini annunciava le dimissioni da direttore editoriale di Chi, precisando che la decisione non ha nulla a che vedere con l’affaire Corona. Una coincidenza temporale… […] leggi tutto
C’è stato un tempo in cui si poteva non sapere, non avere ancora un’idea chiara, prendersi il tempo di capire. Oggi invece ogni fatto – politico, culturale, tecnologico o semplicemente virale – sembra imporre una risposta immediata. La domanda non è più “cosa è successo davvero?”, ma “tu cosa ne pensi?”. E se non rispondi, il silenzio diventa sospetto, quasi una colpa. Non ci si può esimere da commentare la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo. Come non si può non dire cosa si pensa sul Ministro della Difesa bloccato a Dubai. Abbiamo un… […] leggi tutto
L’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, culminato – secondo fonti occidentali – nell’uccisione della Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, ha segnato uno spartiacque geopolitico di proporzioni enormi. Le dichiarazioni ufficiali parlano di prevenzione, sicurezza nazionale, minacce imminenti. L’Iran promette ritorsioni. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si riunisce. I mercati reagiscono. La cronaca è questa. Ma la cronaca, da sola, non basta. Ogni volta che una guerra viene raccontata come inevitabile, è utile chiedersi: inevitabile per chi? Le guerre contemporanee raramente nascono solo da ideologie o tensioni religiose. Sono nodi in cui si intrecciano energia, controllo… […] leggi tutto
È la frase che torna puntuale ogni volta che sta per accadere qualcosa di potenzialmente caotico, divertente o imbarazzante. La finale di Sanremo? Preparate i popcorn. Una diretta imprevedibile? Popcorn. Un dibattito acceso? Sempre loro. Curioso destino per un chicco di mais. I popcorn non nascono al cinema, ma molto prima. Le popolazioni indigene americane avevano già scoperto che alcune varietà di mais, scaldate, esplodono per via dell’umidità interna che si trasforma in vapore. Un piccolo fenomeno fisico che diventa rito collettivo. Arrivano poi nelle fiere e nelle strade americane dell’Ottocento, ma è con l’esplosione del cinema… […] leggi tutto
Siamo abituati a piattaforme che chiedono password, rinnovi automatici e aggiornamenti continui di catalogo. Poi scopri WikiFlix e sembra quasi un paradosso contemporaneo: un “Netflix” dei film in pubblico dominio, totalmente gratuito, accessibile senza registrazione, costruito attorno a un’idea semplice quanto potente — quando i diritti scadono, la cultura torna di tutti. Navigarlo è un’esperienza curiosa. Non ci sono le ultime uscite, non c’è l’algoritmo che ti suggerisce la serie del momento, ma c’è qualcosa di più raro: la possibilità di esplorare le fondamenta del cinema. Quelle immagini che hanno costruito l’immaginario collettivo prima che esistessero prequel, sequel, spin-off e universi… […] leggi tutto
Ho scritto una canzone. O forse no. Mentre sul palco dell’Ariston si celebra la liturgia nazionale della canzone italiana, ho fatto un esperimento domestico. Ho aperto il computer, lanciato Suno dal browser, inserito qualche riga di testo, indicato uno stile – pop malinconico con venature elettroniche, voce femminile graffiata, crescendo orchestrale nel ritornello – aggiunto due riferimenti musicali e premuto invio. Dopo pochi minuti avevo una canzone completa. Strofa, ritornello, bridge, produzione coerente, voce credibile. Dignitosa. In alcuni passaggi sorprendentemente efficace. La domanda non è stata “funziona?”, ma “cosa sta succedendo?”. Suno – una delle piattaforme di… […] leggi tutto
La prima serata di Sanremo si è chiusa con un dato che fa più rumore di qualsiasi nota stonata: circa tre milioni di spettatori in meno rispetto all’esordio dello scorso anno. Non un dettaglio, non una flessione tecnica, ma una bella fetta di telecomandi che ha deciso di prendersi una pausa. E in un Paese dove Sanremo è quasi un’abitudine condominiale, non è poco. Il problema? Non è successo praticamente nulla. E a Sanremo, dove l’imprevisto è ossigeno e la polemica è vitamina, la noia è il vero sabotatore silenzioso. Lo spettacolo è stato piatto, monocorde, ordinato… […] leggi tutto
Ogni anno ripetiamo la stessa frase con aria definitiva: Sanremo è finito. Poi accendiamo la TV e scopriamo che, più che finito, è semplicemente mutato. Il problema è che a volte muta nella direzione sbagliata: la musica, che dovrebbe essere il centro gravitazionale del Festival, finisce per orbitare attorno a qualcosa di più rumoroso e meno armonico, cioè il mondo della televisione che la contiene. Perché, ammettiamolo, le canzoni arrivano spesso in secondo piano rispetto al racconto che le circonda. Prima ancora di ascoltare la prima nota, siamo già immersi in un dibattito che riguarda chi conduce,… […] leggi tutto
Ci sono attori che interpretano un ruolo. E poi c’è William Shatner, che ha interpretato un’epoca. Per milioni di spettatori resterà per sempre il Capitano James T. Kirk di Star Trek, l’uomo che negli anni Sessanta guardava le stelle con la sicurezza di chi era convinto che il futuro sarebbe stato curioso, coraggioso e un po’ teatrale, proprio come lui. Kirk non era solo un comandante spaziale: era l’idea stessa di leadership televisiva, fatta di sguardi intensi, pause studiate e monologhi pronunciati con quella cadenza inconfondibile che negli anni è diventata quasi un marchio registrato. Dopo aver guidato… […] leggi tutto
È curioso come, nell’epoca in cui il genio creativo incontra l’algoritmo, l’intrattenimento assuma i tratti di un grande romanzo collettivo in cui ogni capitolo è un twist e ogni celebrity un deus ex machina che può cambiare registro con la stessa facilità con cui aggiorna un post su Instagram: negli ultimi giorni abbiamo visto una serie di sviluppi che sembrano pensati più per tenere svegli gli algoritmi dei social che il pubblico reale, come la notizia della morte del cantante dei 3 Doors Down Brad Arnold che, paradossalmente, è diventata un promemoria sul fatto che le icone rock… […] leggi tutto