Esattamente vent’anni fa il Festival di Sanremo ospitava, nella stessa serata, tre nomi che da soli bastavano a riempire un’arena: Andrea Bocelli, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti. Tre artisti globali, tre carriere già consacrate, tre ego – legittimamente – abituati ai grandi palcoscenici. Quello che il pubblico non vide fu la notte precedente alle loro esibizioni. Una riunione fiume, in un sottoscala del teatro, tra discografici e manager, iniziata come confronto tecnico e finita come braccio di ferro epico sull’ordine di uscita. Il dettaglio non era secondario: a tutti e tre era stato garantito lo stesso privilegio,… […] leggi tutto
Se pensate che Sanremo sia solo musica, significa che vi siete persi metà dello spettacolo. Il Festival è una collezione infinita di momenti assurdi, imprevisti, epici, tragicomici. È il luogo dove l’Italia si guarda allo specchio… e spesso scoppia a ridere. C’è Adriano Celentano che predica contro la televisione… in prima serata, in televisione. C’è Bugo che abbandona il palco mentre Morgan riscrive il testo in diretta, regalando al Paese uno dei momenti più surreali della storia recente. Ci sono i fiori lanciati come coriandoli, gli abiti improbabili, le scale dell’Ariston scese con la stessa tensione di… […] leggi tutto
Se c’è una cosa che il Festival ci ha insegnato, è che la classifica finale è solo una versione provvisoria della storia. Sanremo è pieno di “perdenti” diventati giganti. Anzi, a volte sembra quasi che arrivare troppo in alto sia sospetto. Vasco Rossi arrivò penultimo. Penultimo. E oggi riempie stadi come se fossero salotti di casa. Zucchero non ha mai vinto. Ligabue non ha mai nemmeno partecipato alla gara. Eppure il loro rapporto con il pubblico è qualcosa che nessuna classifica può spiegare. Più recentemente, Tananai è arrivato ultimo. Ultimo vero, con tanto di meme e ironie… […] leggi tutto
Se nel post precedente ci siamo detti che Sanremo comincia prima ancora della prima nota, è perché c’è una cosa che non manca mai: le polemiche. Anzi, Sanremo è il loro habitat naturale. Se un vincitore mette d’accordo tutti, probabilmente non ha vinto davvero. Il Festival vive di discussioni, di classifiche contestate, di “non se lo meritava” sussurrati con indignazione da divano. È successo nel 1958, quando Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu cambiò la musica italiana e qualcuno gridò allo scandalo per quell’energia fuori dagli schemi. È successo nel 1967, quando l’eliminazione di Luigi Tenco si… […] leggi tutto
Ci siamo quasi. Mancano sette giorni e l’Italia sta per entrare ufficialmente nella sua settimana parallela: quella in cui il tempo si misura in “prima serata”, “duetti” e “classifiche provvisorie”. Sanremo non è solo un festival. È una sospensione collettiva della realtà. È la liturgia laica che ogni anno riesce nell’impresa di mettere tra parentesi tutto il resto: guerre, crisi politiche, medaglie olimpiche, scandali, rivelazioni, polemiche. Per cinque sere, l’argomento dominante diventa una canzone di tre minuti e mezzo. E va benissimo così. Dal 1951, quando Nilla Pizzi cantava al Casinò in un’Italia ancora in bianco e… […] leggi tutto
Per molti della mia generazione, Dario Antiseri, scomparso oggi all’età di 86 anni, è stato prima di tutto un nome in copertina. Accanto a quello di Giovanni Reale, campeggiava sul manuale di filosofia che mi ha accompagnato per tutto il triennio del liceo classico. Un testo solido, ordinato, didatticamente impeccabile. Era il libro con cui abbiamo attraversato Platone, Aristotele, Kant, Hegel. Ma già allora si avvertiva qualcosa. Non era solo una ricostruzione storica del pensiero: era una narrazione con un orientamento preciso. I capitoli dedicati a Sant’Agostino, a Tommaso d’Aquino, alla tradizione cristiana avevano un calore e… […] leggi tutto
Le abitudini hanno una reputazione ambigua. Possono rassicurare o anestetizzare il pensiero. Esistono abitudini che liberano energia mentale e altre che evitano le decisioni. Nel lavoro, le abitudini intelligenti riducono il rumore di fondo e rendono sostenibile il cambiamento. Il problema nasce quando smettiamo di chiederci perché facciamo qualcosa in un certo modo. Forse il vero equilibrio sta nel costruire abitudini solide ma rivedibili. […] leggi tutto
Ci sono conversazioni che continuiamo a rimandare, non perché non siano importanti, ma perché richiedono una forma di esposizione che ci mette a disagio. Sono quelle in cui dovremmo ammettere di non essere completamente d’accordo, di non avere tutte le risposte, o semplicemente di aver cambiato idea nel tempo. Nella maggior parte dei casi scegliamo di parlare d’altro. Ci muoviamo su terreni più sicuri, più condivisibili, dove il rischio di creare attrito è minimo. Così facendo, però, costruiamo relazioni e ambienti di lavoro apparentemente fluidi, ma in realtà molto più fragili di quanto sembrino. Nel quotidiano professionale… […] leggi tutto
Viviamo nell’epoca del “less is more”. Case bianche, tavoli in legno chiaro, tre libri ben allineati, una pianta verde strategicamente inclinata verso la finestra. Capsule wardrobe, decluttering, armadi che respirano. Siamo tutti improvvisamente minimalisti. O almeno lo sembriamo su Instagram. Il minimalismo è diventato una promessa seducente: meno oggetti, meno caos, meno stress. Solo l’essenziale. Il problema è che per arrivare all’essenziale, spesso, compriamo molto più del necessario. Organizer trasparenti, scatole coordinate, appendini in velluto “salvaspazio”, contenitori in bamboo ecosostenibile. Tutto consegnato in 24 ore. Con Prime, ovviamente. La contraddizione è affascinante: svuotiamo casa per riempirla di… […] leggi tutto
Viviamo in tempi in cui ogni secondo dev’essere occupato da qualcosa: uno scroll, una notifica, un consiglio per ottimizzare la produttività, un video da 9 secondi che promette di cambiarti la vita. Siamo diventati consumatori compulsivi di contenuti—molti dei quali non ricordiamo nemmeno mezz’ora dopo averli visti. In questo mondo a velocità isterica, la noia è diventata un atto rivoluzionario. Fermarsi. Non fare nulla. Non rispondere subito. Guardare fuori dalla finestra senza obiettivi. Restare fermi in fila alla posta senza prendere il telefono. Non è facile, anzi: ci sentiamo subito in colpa, inutili, disconnessi. Come se l’essere… […] leggi tutto